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Covid, Italia chiusa fino a maggio: perché questo potrebbe essere l’ultimo lockdown

UDINE. L’Italia resterà in arancione e rosso fino al 30 aprile e probabilmente le restrizioni si protrarranno fino a dopo il ponte del primo di maggio, ma le chance per dire che questo potrebbe essere l’ultimo step prima di tornare a respirare crescono di giorno in giorno.

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Gli effetti dei provvedimenti assunti negli ultimi giorni iniziano a vedersi e anche i virologi pendono verso un cauto ottimismo. Il responsabile del reparto di Malattie infettive dell’Amedeo di Savoia Giovanni di Perri dice «che se proseguiremo accelerando sulla campagna di vaccinazione saremo a buon punto per l’estate, quando si vivrà maggiormente all’aria aperta e, per questo, sarà anche più difficile la circolazione del virus».

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Prenotare le vacanze
La curva dei contagi, poi, rallenta e l’indice Rt scende da 1,16 a 1,08. Insomma, ci cominciano a vedere i primi segni di stabilizzazione. Lo ha detto anche Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, mentre il presidente del Consiglio Mario Draghi, ai giornalisti che gli chiedevano se prenotare le vacanza quest’estate, ha risposto così: «Sì, lo farei». Insomma, gòli ingredienti ci sono tutti per vedere la luce in fondo al tunnel di una crisi sanitaria che va avanti da oltre un anno. C’è un leggero decremento dei casi e dell’incidenza, ma questo non consente di ridurre le attuali misure. Lo ha sottolineato Brusaferro che ha sottolineato come la situazione richiede ancora una «drastica riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità». Motivo: bisogna consolidare gli sforzi. Poi, forse, potremo dire addio a quello che molti esperti considerano l’ultimo step.

La situazione in Italia
Della stabilizzazione dei contagi abbiamo detto. Idem per quel che concerne l’indice di contagio che è in calo ma che risulta superiore a 1 ancora in 13 regioni, 5 delle quali sono tuttora a rischio alto. Tra queste ci sono certamente la Valle d’Aosta e la Calabria che hanno visto schizzare in alto l’indice Rt negli ultimi giorni. Dobbiamo poi aggiungere la Puglia (il presidente Emiliano ha firmato ulteriori restrizioni), in rosso rafforzato, poi la Toscana, la Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Veneto, la province di Trento.

Puglia in rosso rafforzato, cosa succede in Sardegna e Sicilia. Il Lazio in arancione
La Puglia, come detto, passa in rosso rafforzato. Rafforzato per le misure di contenimento messe in atto dal governatore Michele Emiliano, che ha firmato un’ordinanza introducendo ulteriori restrizioni: niente spostamenti nelle seconde case, negozi chiusi alle 18, aumento dello smart working per i dipendenti pubblici. Passa invece in arancione da martedì il Lazio, che ha un Rt a 0,97: sono così 8 le regioni in questa fascia, oltre alla provincia di Bolzano, anche se in molte ci sono interi comuni in zona rossa. In Sicilia, ad esempio, il presidente Nello Musumeci ha firmato l’ordinanza per tre comuni dell’agrigentino – Comitini, Racalmuto e Siculiana – e Centirupe nell’ennese, che si vanno ad aggiungere a Caltavuturo e San Mauro Castelverde. In Sardegna sono invece 7, con Pozzomaggiore in provincia di Sassari che si aggiunge a Golfo Aranci, Uri, Bono, Sindia, Samugheo e Sarroch.

L’estate ci porta fuori dal tunnel
Ma è all’estate che ora si guarda con fiducia. «Penso che dopo questa fase potremo vivere con più tranquillità – spiega Di Perri – anche se, come ribadito in più occasioni, è probabile che non ci libereremo mai totalmente del virus. I vaccini ci aiuteranno, verranno anche modulato in base alle mutazioni del virus stesso. Un po’ come accade per i vaccini dell’influenza. L’importante sarà tutelare le categorie più fragili». Poi, il fatto che nei prossimi mesi vivremo maggiormente all’aria aperta ci sarà di aiuto. «E infatti abbiamo visto come, la scorsa estate, il virus sembrava quasi scomparso. I contagi erano bassissimi grazie al fatto che stavamo maggiormente all’aria aperta» spiega il virologo. A questo dobbiamo aggiungere che la campagna di vaccinazione, come lo stesso Draghi ha annunciato, subirà una forte accelerazione, arrivando a 500 mila inoculaizoni al giorno. Tanto che ieri, annunciando la proroga delle restrizioni, Draghi ha fatto capire che forse la fine del tunnel si comincia a vedere. Lo ha fatto rispondendo a chi gli chiede se consiglierebbe agli italiani, come ha fatto il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, di prenotare le vacanze estive. «Sono d’accordo con lui, se potessi andare in vacanza ci andrei volentieri». 

Le incognite
La guardia, però, deve restare ancora molto alta. Perché esistono, oltre ad alcune certezze (se di certezze possiamo parlare rispetto ad un virus subdolo e che muta in continuazione) anche diverse incognite. Sempre Di Perri spiega che «ora sarà la campagna di vaccinazione, a differenza della scorsa estate, ad essere determinante». Dunque, sarà necessario spingere su questo fronte: «Mi auguro che il governo faccia ciò che ha promesso e che spinga sui vaccini». E aggiunge: «Stiamo studiando gli effetti del vaccino su oltre 5 mila sanitari: ecco, abbiamo notato che la possibilità di contrarre il virus è bassissima e che anche la carica virale è molto bassa. Ecco perché vaccinare il più possibile ci porterà più velocemente fuori da questo incubo».  

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